Mario Comincini  e Gianluca Comincino “Albairate – due millenni di storia”, pag. 310 – Ed. Comune di Albairate 2002

 

 

 

 

 

 

Albairate, comune della Lombardia in provincia di Milano – 124 s/l – ab. 4522 al 31.12.2006

 

Da vedere

 

Municipio presso la ex Cascina Salcano - via Battisti, 2

La sua costruzione risale alla seconda metà del ‘700 ad opera dei monaci che vi risiedevano e coltivavano il terreno circostante. Fu proprietà dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano fino al 1980, quando il Comune di Albairate decise di rilevarla, ristrutturarla, e farne sede del municipio. Nel cortile dell’ex cascina, accanto ad un interessante orto botanico, si conservano la giasera o ghiacciaia, una vecchia struttura ricoperta di terra ed alberi, dove anticamente si conservava il ghiaccio; il cason, cioè i locali tipici adibiti un tempo alla lavorazione del latte e attualmente sede del museo agricolo “Angelo Masperi”; la ex stalla, ora sede della biblioteca civica “Lino Germani”; la casa padronale dove sono collocati gli uffici comunali. È possibile anche vedere le sculture di Luigi Fasani, un contadino albairatese che ha saputo esprimere con le sue ingenue, ma efficaci rappresentazioni, momenti storici e religiosi, fatti locali significativi, ambienti e lavoratori della terra.

 I mulini - via dei Mulini

La loro costruzione risale ai primi del ‘700. Sorgono vicino al naviglio grande e sono azionati dalla roggia Visconti. Essendo inattivi da diversi anni, conservano solo quattro pale in precarie condizioni.

 Oratorio di S. Bernardo - via Donatori di Sangue

Costruito nel 1641 su pianta firmata da Francesco Maria Richino, una delle figure più rappresentative del barocco lombardo, è stato rimaneggiato nel secolo scorso.  Fu anche sede della Confraternita del Santissimo Sacramento, prima che diventasse la cappella del cimitero.

 Oratorio di Santa Teresa - cascina Riazzolo

Edificato nel 1737 da don Carlo Rusca di Milano, passò ai Barnabiti di S. Alessandro e poi al comune di Albairate che nel 1908 lo vendette a casa Pisani Dossi di Corbetta, già proprietaria della cascina.

 Chiesa di S. Giorgio – piazza don Bonati

Ricostruita nel 1938 sulle tracce della precedente che risaliva al 1592, conserva notevoli decorazioni interne ad opera del pittore Antonio Martinotti: l’Ultima Cena nell’abside, la vita di San Giorgio nella navata centrale, la Via Crucis nelle navate laterali ed altre pitture nel transetto e nella cupola. Di notevole pregio la seicentesca statua della Madonna del Rosario, recentemente restaurata.

 

Cenni storici

  Scrive lo storico Ambrogio Palestra:

“Albairate è circondato da un mare di verde (…). La linfa vitale che alimenta tanto verde è l’acqua che scorre in mille rogge, gorgoglia dai profondi fontanili e che dilaga sui prati assetati dalla sua benefica frescura. Non fa meraviglia che in simile scenario agreste i nomi dei luoghi ove sorsero abitazioni umane, sin dai più lontani tempi, richiamino il verde dei campi e i filari di annose piante.

Un antico villaggio scomparso, che sorgeva con la sua chiesetta ove ora è la cascina Faustina, si chiamava Verdesiacum che più tardi si trasformò in Verdesio, il cui significato è molto chiaro. Albairate deriva dal latino Arboretum e denota un luogo cospicuo per la ricchezza degli alberi; un’altra località scomparsa si chiamava Brisconno, antichissimo nome rimasto ad indicare una pianta boschereccia; ancora oggi, infine, uno dei cascinali ricordati già nelle antiche carte medievali, è chiamato Riazzolo, cioè piccolo rivo, perché si trova accanto a molte sorgenti d’acqua che rendono ubertosi i campi” - Da “Albairate” di Ambrogio Palestra, 1959 –

È certo che i primi insediamenti sul territorio albairatese risalgono addirittura all’età del bronzo, come testimoniano i ritrovamenti archeologici presso la cascina Scamozzino, i cui primi abitanti furono i Liguri.

Altri rinvenimenti di necropoli permettono di seguire l’evoluzione nei secoli della storia del paese, evidenziando la presenza di insediamenti romani, il sorgere delle prime comunità cristiane, la trasformazione dei villaggi in castelli con fortificazioni, mura e porte.

Nell’XI secolo Albairate risulta essere costituito da tre comunità che vivevano in questi territori:

-         Brisconno tra la cascina Rosio e la cascina Marcatutto

-         Verdesiaco tra la cascina Scamozza e la cascina Faustina

-         Albairate costituito da un villaggio murato e cinque porte, dalla chiesa di S. Giorgio di origine longobarda e dal convento dei Benedettini Olivetani di S. Vittore al Corpo.

Verdesiaco e Brisconno scompaiono dopo le devastazioni del Barbarossa, mentre l’escavazione del Naviglio Grande (1179 – 1189), oltre a collegare meglio il paese con Milano, permette il sorgere di nuove località tra cui Castelletto.

È del 1570 il primo censimento del territorio di Albairate voluto da San Carlo Borromeo: la popolazione risultava allora composta da 1117 abitanti con 180 nuclei familiari, a quasi totale occupazione agricola.

La relativa vicinanza di Milano ha fatto in modo che Albairate vivesse di riflesso le tante vicissitudini storiche della grande città, intramezzate da qualche momento di serenità, soprattutto di tipo religioso: sono documentate le visite pastorali dell’arcivescovo Gabriele Sforza, di San Carlo Borromeo, del cardinal Federigo Borromeo e del cardinal Pozzobonelli.

Si hanno notizie documentate dell’invasione di Federico Barbarossa, della dominazione spagnola, della peste del ‘600, delle rappresaglie francesi, fino al governo austriaco nel XIX secolo.

Si deve ricordare la ricostruzione dell’attuale chiesa di San Giorgio iniziata nel 1938 e il radicale cambio di struttura del paese con decentramento delle stalle e con lo sviluppo dell’edilizia urbana prevalentemente unifamiliare degli anni ’60.

 

Per saperne di più

 

Consultare:

Mario Comincini  e Gianluca Comincino “Albairate – due millenni di storia”, pag. 310 – Ed. Comune di Albairate 2002

 

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